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biblioteche interattive, il primo workshop OPENBI

Giovedì, 20 marzo 2014, alle ore 17.00 

Nei suggestivi spazi dell'Ex Conservatorio S. Anna di Lecce, si è svolto il primo workshop del progetto OPENBi - Biblioteche interattive.

"Nel Salento esiste un patrimonio librario e archivistico assolutamente sconosciuto che appartiene a biblioteche private: a noi piace svelare tutto ciò che la gente ancora non conosce per ritrovare la nostra storia, le nostre radici, la nostra identità culturale e per essere orgogliosi di questa nostra identità attraverso la conoscenza". È questo il cuore del progetto OPENBi - Biblioteche interattive, come ha affermato l'On. Sen. Adriana Poli Bortone, presidente dell'Agenzia per il Patrimonio Culturale Euromediterraneo, al workshop tenuto ieri nell'ex Conservatorio S. Anna, a Lecce.

Il progetto, inserito nella prima tornata di progetti finanziati da "Apulian ICT Living Labs", si propone di creare una piattaforma della conoscenza, aperta e condivisa, che renda disponibile l'intero patrimonio di conoscenza pubblico, presente nelle realtà locali delle nostre biblioteche, insieme a quello custodito nelle biblioteche dei privati. Una porta virtuale che si apre su un universo ricchissimo di storia e cultura, ma finora non valorizzato né organizzato per poter essere usato e tutelato in modo ottimale.

Gli esperti in biblioteconomia e archivistica del progetto hanno individuato quattro biblioteche private, particolarmente significative per il valore e l'esclusività del loro patrimonio, che, grazie a OPENBi sono state valorizzate attraverso un modello, eventualmente esportabile, di inventariazione, catalogazione, acquisizione dei dati, registrazione e successiva digitalizzazione del materiale bibliografico selezionato. Si tratta, in particolare, della biblioteca e archivio storico dell'Arcidiocesi Metropolita di Lecce; di quella del Monastero di Clausura delle Benedettine di Lecce; dell'Istituto delle Marcelline di Lecce, della Biblioteca -Archivio Roberto Caracciolo - Frati Minori di Lecce e, infine, delle biblioteche e archivi privati della famiglia dei Castromediano de Lymburg e di quella del Casato Marchesale de Luca.

"Le tecnologie digitali sono un valore aggiunto perché producono un doppio risultato - ha dichiarato il prof.  Nicola Barbuti, dell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Dipartimento di Scienze dell'Antichità e del Tardoantico - per un verso consentono di valorizzare questi patrimoni, che altrimenti resterebbero assolutamente sconosciuti, e nel contempo mirano a conservarli meglio, perché li sottraggono definitivamente a ogni forma di manipolazione reale. I legittimi proprietari possono in questo modo diffondere tranquillamente la bellezza e il valore culturale di ciò che possiedono, senza che questo possa essere pregiudicato da azioni indiscriminate".

L'incontro di presentazione è stato il primo di tre appuntamenti organizzati dall'Associazione Culturale "Università dei Terroni" in collaborazione con l'Agenzia per il Patrimonio Culturale Euromediterraneo, partner di OPENBi, insieme a Confapi Bari e BAT. Il progetto si è avvalso, in particolare, della collaborazione del Dipartimento di Scienze dell'Antichità e del Tardoantico dell'Università degli Studi di Bari e del supporto scientifico del team di ricercatori del Laboratorio Multimediale "Patrimoni Sconosciuti", del Centro Interuniversitario "Popolazione, Ambiente e Salute delle Universtà di Bari, Foggia   e Cosenza. Le imprese Pugliesi che hanno creato il modello OPENBi sono: ALTAnet, I&T Group e Macnil. (R. Sardaro)

Scarica il programma

Vai alle interviste http://www.salentoweb.tv/video/8566/lecce-1deg-workshop-obenbi-biblioteche

Vai alla diretta dell'evento http://www.salentoweb.tv/video/8567/diretta-workshop-openbi-biblioteche

 

Valenzano, 21 marzo 2014