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LIVING LAB EDUCATION: EDOC@WORK 3.0 IN FIERA


 

Perchè portare il dizionario a scuola se lo studente a casa usa poi un metodo diverso?

Intorno a questa domanda si sono interrogati gli stakeholder regionali del progetto PON EDOC@work3.0, finanziato nell'ambito del Bando MIUR - PON Smart Cities and Communities and social innovation, all'evento "Modelli didattici, formazione lavoro, produzione contenuti, tecnologie e dispositivi", organizzato in Fiera mercoledì scorso, sul modello dei living lab

"I docenti sono stati tra i primi utilizzatori dei computer, e si sono dovuti attrezzare per utilizzare le nuoive tecnologie, perché essi sanno che la scuola non può stare ferma, che gli studenti ti pongono continuamente domande" ha affermato  l'assessore all'Istruzione della Regione Puglia, Alba Sasso, intervenuta all'evento. "La lezione frontale non funziona più con i ragazzi e la soluzione è il metodo galileiano, provando e riprovando - ha continuato l'assessore - e se il metodo deve cambiare, ben venga un progetto di questo tipo, perché le tecnologie ci possono aiutare proprio a cambiare metodo, il punto di vista".

Infatti l'obiettivo del progetto è superare il paradigma della "scuola che eroga contenuti" e costruire un modello di scuola che invece guida e sostiene gli studenti nel loro percorso di acquisizione di saperi, abilità e competenze. La soluzione proposta da EDOC@work3.0 agirà sulle scuole di ogni ordine e grado e su tutta la filiera dell'education, compresa la formazione professionale, utilizzando le nuove tecnologie che, attraverso il cloud computing, permettono la vera mobilità e cioè permettono di "rompere le mura dell'aula" per trasportare il pocesso educativo ovunque.

"Cosa ci dobbiamo aspettare da EDOC@work3.0? - si è interrogato Remo Gozzi, coordinatore del progetto - Forse dobbiamo essere consapevoli che le tecnologie non sono sufficienti. Il progetto cercherà di portare dispositivi tecnologici nelle scuole, di produrre contenuti multimediali accattivanti, ma non potrà colmare interamente il gap. Esiste un problema di governo delle tecnologie che va dalla distribuzione della connettività sul territorio fino alla formazione dei docenti che le dovranno utilizzare". 

Per questo si è discusso anche della necessità di prevedere sessioni formative per i docenti, non solo sull'utilizzo delle tecnologie, ma anche sulla produzione di contenuti. Ampliare la conoscenza degli strumenti tecnologici e il loro utilizzo a fini didattici significa, ad esempio, che i contenuti degli ebook non devono essere la riproduzione multimediale del testo. Bisognerà organizzare sessioni formatie e workshop per riuscire a dare una risposta consapevole e a fronte di un certo problema didattico, fare in modo che gli studenti riescano a utilizzare le tecnologie per risolverlo, partendo dalle conoscenze e arrivando alle competenze.
 
"Ringrazio l'assessore per il suo sincero interessamento a EDOC@work3.0 e sono molto contento che, nonostante la lunga gestazione, il progetto sia partito e si  inquadri come uno dei punti chiave della Regione - ha concluso Francesco Surico, direttore generale di InnovaPuglia che partecipa al progetto per conto della Regione - Dobbiamo lavorare tutti insieme, proprio come dietro l'uso di un app c'è un insieme di intelligenze che ha lavorato per produrla. Dobbiamo superare i paradossi che portano ad esempio a finanziare iniziative sui beni culturali e non investire sulle scuole per utilizzare il patrimonio culturale del territorio. Infine, mutuando una frase del presidente Vendola, il nostro orientamento deve essere la consapevolezza che gli strumenti sono la bussola, ma la meta sono i ragazzi"
 
Guarda il video di presentazione del progetto 
 

Valenzano, 19 settembre 2014